Tag: pezzi unici

Per il G8 in regalo alle First Ladies le Carmina Campus

di silvia

9 luglio 2009

carmina-campus-michelle-obama

Tra i temi fondamentali del G8 che si sta svolgendo a L’Aquila in questi giorni ci sono la lotta ai cambiamenti climatici e gli aiuti all’Africa. E’ per ribadire l’essenzialità di queste battaglie, Isabella Rauti, moglie del sindaco di Roma Gianni Alemanno ha regalato alle First Ladies in visita al Campidoglio delle borse Carmina Campus, le borse eco chic create da Ilaria Venturini Fendi utilizzando materiali di riciclo e di riuso, di cui avevamo già parlato su Tendenziosa al loro debutto.

Le Carmina Campus sono pezzi unici realizzati artigianalmente utilizzando pezzi di pvc, tappeti antichi, buste del pane, copertoni di camion, tubi di plastica ed altro materiale ancora. “Ci tenevo a questo dono – ha spiegato  Isabella Rauti – e ho notato da parte loro un riscontro positivo. Un accessorio di moda etica, un pezzo unico numerato, ottenuto con materiali di riciclo il cui ricavato viene devoluto ad associazioni di artigianato femminile attive nei paesi in via di sviluppo”.

Ad ogni Firts Ladies è stata regalata una borsa delle linea Message di Carmina Campus, corredata da un expertise ed un elenco dei materiali usati. Su ogni borsa sono stati cuciti da alcune donne di Dschang in Camerun un messaggio, una parola o delle immagini incentrati  sulla loro vita quotidiana. I ricami sono realizzati a macchina su quadrati di materiale di riciclo o destinato allo scarto. Sulla borsa donata a Michelle Obama (nella foto) campeggia la frase “Femmes relevants Les defies” (Le donne affrontano sfide).

Le borse sono state acquistate nel negozio ‘Refuse’ di piazza Fontanella Borghese 39-40, la boutique di Ilaria Venturini Fendi interamente dedicata al progetto Carmina Campus. Già dal nome, un gioco di parole tra Refuse e Reus che indica l’idea di rifiuto per lo spreco ed invita ad un riutilizzo delle cose, incarna lo spirito alla base delle creazioni di Iliaria Venturini Fendi sempre attenta alla tutela ambientale e alla riscoperta di materiali e tradizioni di altre culture.

carmina-campuscarmina-campus4

carmina-campus2carmina-campus1

Le eco t-shirt di Alessandro Acerra per Hibu

di silvia

2 dicembre 2008

Tra le 40 idee di stile proposte dal mensile Max mi hanno colpito molto le eco t-shirt del giovane designer milanese Alessandro Acerra per Hibu. Alessandro progetta, disegna e realizza le sue opere completamente a mano, siano essi dipinti, sculture o magliette, utilizzando materiale di riciclaggio. Le sue magliette sono estremamente originali ed uniche nel loro genere.

Le stoffe usate per crearle provengono da scarti sartoriali, abiti usati, stoffe trovate o da tessuti nati per capi di lusso destinati alle passerelle che Alessandro Acerra recupera e mescola donando loro nuova vita sotto forme inconsuete. Ogni t-shirt è diversa dall’altra e ha con sé un certificato di autenticità che ne garantisce l’unicità (una targhetta con la firma ed il numero di serie personale di ogni capo).

Pezzi unici che cercano di combattere l’omologazione di massa portata dalla globalizzazione e di valorizzare ogni singolo individuo. Vere e proprie opere d’arte che possono essere anche appesa come quadri invece che indossate, come consiglia lo stesso designer, che le definisce “sfumature della mia arte”. Ogni dettaglio, dalla creazione del prodotto alla spedizione, viene curato personalmente da Acerra che non ama lasciare nulla al caso, come ogni artista che si rispetti.

Anche il packaging è estroso. Le eco magliette, infatti, sono confezionate nei contenitori della pizza da asporto. Simbolo di una delle poche cose che ancora rappresenta l’Italia nel mondo per qualità e produzione  artigianale.

Le eco t-shirt sono acquistabili direttamente sul sito www.hibu.it (al prezzo di 39 euro) dove è possibile trovare anche felpe, maglie a maniche lunghe, gioielli, pupazzi, pezzi di design e tanto altro. Tutto all’insegna del riciclaggio e dell’originalità.

Re(f)use: la boutique del riciclo di Carmina Campus

di silvia

11 novembre 2008

Ha aperto a Roma, in via Fontanella Borghese 39-40, Re(f)use la nuova boutique legata al progetto Carmina Campus, le borse eco chic create da Ilaria Venturini Fendi utilizzando materiali di riciclo e di riuso. Queste originalissime borse, pezzi unici realizzati artigianalmente con pezzi di pvc, tappeti antichi, buste del pane, copertoni di camion, tubi di plastica, scarti di ferramenti, hanno riscosso un successo senza eguali per un progetto inizialmente apparso ambizioso.

Ilaria Fendi ha cercato con queste creazioni di unire inesorabilmente il lusso e la moda con la tutela ambientale e la riscoperta di materiali e tradizioni di altre culture. Ed il nuovo punto vendita Re(f)use incarna pienamente questo spirito già dal nome, un gioco di parole tra Refuse e Reuse, che indica l’idea di rifiuto per l’eccesso e lo spreco ed invita ad un riutilizzo delle cose.

Sulla scia del concept-store londinese “Eco” (213 Chiswick High Road) di Nicola Giuggioli, la boutique Re(f)use, propone, oltre alle Carmina Campus, oggetti di design, tavoli, sedie, divani, lampade, gioielli e accessori, tutti pezzi unici realizzati con materiale di riciclo. Re(f)use ospita anche pezzi creati appositamente da designers ed artisti italiani ed internazionali che utilizzano il riciclo, come il  britannico Stuart Haygarth o il belga Charles Kaisin.

Come si può leggere sul sito della boutiquein un  mondo in cui si incentiva il consumo industriale, RE(f)USE esalta la manualità e la creatività che utilizza oggetti già esistenti e a volte scarti, rifiuti, fondi di magazzino, reinventando forme, materiali e funzioni in modo non convenzionale”. Sempre nel rispetto delle tradizioni e della trasparenza. Ogni pezzo, è corredato di cartellino che racconta la sua storia ed i materiali con cui è stato realizzato.

Dai teloni dei tir nascono le borse Freitag

di silvia

2 aprile 2008

freitag-bags.jpg

La vicinanza con un’autostrada rumorosa e traffica è stata la fortuna dei fratelli zurighesi Markus e Daniel Freitag, entrambi graphic designer. “Guardando dalla finestra della cucina – ha raccontato Markus – un giorno pensammo che con le migliaia di chilometri di teloni dei Tir che transitavano sulla strada si sarebbe potuta confezionare una borsa a tracolla”. Da questa incredibile intuizione sono passati 15 anni ed oggi la Freitag Bag è ormai una borsa entrata nel mito, considerata un oggetto culto dai modaioli e, persino, esposta come opera d’arte al Moma di New York.

All’inizio i fratelli Freitag ne produssero alcune per sé e per gli amici. Il successo fu immediato e lì spinse a lanciarsi sul mercato conquistando così i giovani svizzeri. Freitag è diventato ben presto un marchio di moda apprezzato in tutto il mondo, soprattutto in Giappone, Italia e Germania.freitag.jpg

Le borse Freitag sono confezionate utilizzando i teloni dei camion dismessi, quindi impermeabili, resistenti e totalmente ecologiche perché fatte di materiale riciclato. Per le rifiniture delle Freitag Bag vengono inoltre utilizzate le camere d’aria delle biciclette e le cinture di sicurezza. Ogni borsa nasce da un telone diverso ed è quindi un pezzo unico ed irripetibile, colorato e di stampo vintage.

Il prezzo si aggira tra i 100 ed i 200 euro. Non poco. Ma come spiegano i fratelli Freitag: “le produciamo in Svizzera, dove la manodopera costa di più, e compriamo la materia prima in Europa, dove è più cara che in Asia. Inoltre i teloni usati costano come nuovi. Vanno lavati e selezionati“.