Tag: graphic design

Su Threadless, t-shirt dal design unico

20 Novembre 2008

Ho visto per caso queste magliette e me ne sono innamorata. Ho scoperto poi la loro provenienza: Threadless.com, un sito americano nato alcuni anni fa che permette, a chi ha fantasia e dimestichezza con il graphic design, di dimostrare le proprie capacità. Le creazioni vengono proposte agli utenti che hanno 7 giorni per dare il proprio voto. Se una maglietta viene scelta, Threadless la stampa e la mette in vendita online.

Si, mi ero dimenticata di dirvelo, Threadless è anche uno store online dove poter acquistare tutte le magliette che vengono proposte, al prezzo medio di 18$! Non mi sono sbagliata a scrivere, sono proprio 18 dollari (circa 14 euro), una schiocchezza se paragonati ai prezzi medi dei capi nei nostri negozi di abbigliamento. E se si acquista una di queste magliette e si invia la propria foto indossandola si acquisisce un buono di 1,5 dollari per il successivo acquisto.

Il creativo che ha disegnato la grafica dell’illustrazione prescelta ottiene, invece, 1.500 dollari in cash e 500 da spendere sul sito. Non male! Inoltre, per chi preferisce scrivere invece che disegnare c’è il concorso Type tee, In questo caso le magliette devono diventare t-shirt parlanti e cioè riportare una frase accattivante. In palio, fino a duecento dollari, sempre da spendere sul sito.

Scrivendo tutti questi aspetti positivi di  Threadless mi chiedo se ci sia qualche trappola nascosta perché altrimenti assomiglia più al paradiso della t-shirt che a un comune negozio online. Ed invece, sembra proprio che non ci sia inganno da nessuna parte. Le magliette sono probabilmente le più originali del web, ben fatte, alcune talmente belle che verrebbe voglia di comprarle di tutti i colori ed, inoltre, costano pochissimo. Oltre a tutto ciò, vogliamo mettere la soddisfazione di indossare qualcosa che abbiamo soltanto noi e nessun altro, a dispetto dell’omologazione ormai dilagante nella moda?

Pubblico alcune foto così vi fate un’idea di quello che vado dicendo:

L’irresistibile ascesa del marchio Custo Barcelona

9 Aprile 2008

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Il successo del marchio spagnolo Custo Barcelona sembra inarrestabile. Creato negli anni ’80 dai fratelli Custo e David Dalmau, il brand è diventato uno dei nomi più significati ed autorevoli del prêt-à-porter internazionale, distribuito in 35 paesi del mondo tramite tremila punti vendita e con un giro di affari che sfiora i 75 milioni di euro l’anno. I fratelli Dalmau hanno iniziato imparando tutto sulle tecniche serigrafiche e sul graphic design.Da sempre – ha spiegato il designer e stilista spagnolo durante la settimana del design milanese - faccio una grande ricerca applicata non solo alle stampe e alle grafiche, ma anche a tessuti e materiali che molto spesso creo basandomi su alchimie e sperimentazioni reinterpretando i codici di uno stile classico ma nel contempo molto glamour, attraverso l’esplorazione di archivi iconografici del passato o attingendo da altre tradizioni culturali”.custo-barcellona2.jpg

I capi firmati Custo Barcelona sono caratterizzati da fantasie psichedeliche e da geometrie pop, da righe irregolari e visi stilizzati e coloratissimi, da arabeschi dorati e da stampe superdisegnate. Lo stile Custo Barcelona è inimitabile e incredibilmente unico, fatto di abbinamenti cromatici audaci ed inconsueti, come nella collezione autunno-inverno 2008-2009 presentata a New York. “Il verde menta sommato al turchese e al giallo canarino, il bordeaux accostato all’arancione bruciato e al blu petrolio. Mentre nelle stampe, utilizzate per esaltare linee e volumi scultorei e tondeggianti, convivono fiori, uccelli e nebulose astrali con collage floreali alla Matisse e dragoni cinesi”.

Per l’Estate alle porte invece Custo Barcelona ha ideato abiti dove motivi e tessuti si mixano dando vita ad una collezione originale fatta di abiti sofisticati in lamé metallici e paillettes, top da pin up, camicette da teenager da combinare a pantaloni di taglio maschile, dritti o a sigaretta, o a gonne retrò, a campana, con ampie tasche.

Intanto Custo mira a consolidare la propria presenza in Italia dove ha da poco aperto quattro store monomarca e dove prevede di arrivare nei prossimi anni a 280 punti vendita multimarca per l’abbigliamento femminile e 100 per quello maschile.

Foto di Studio.es