Categoria: Ecochic

Re(f)use: la boutique del riciclo di Carmina Campus

11 Novembre 2008

Ha aperto a Roma, in via Fontanella Borghese 39-40, Re(f)use la nuova boutique legata al progetto Carmina Campus, le borse eco chic create da Ilaria Venturini Fendi utilizzando materiali di riciclo e di riuso. Queste originalissime borse, pezzi unici realizzati artigianalmente con pezzi di pvc, tappeti antichi, buste del pane, copertoni di camion, tubi di plastica, scarti di ferramenti, hanno riscosso un successo senza eguali per un progetto inizialmente apparso ambizioso.

Ilaria Fendi ha cercato con queste creazioni di unire inesorabilmente il lusso e la moda con la tutela ambientale e la riscoperta di materiali e tradizioni di altre culture. Ed il nuovo punto vendita Re(f)use incarna pienamente questo spirito già dal nome, un gioco di parole tra Refuse e Reuse, che indica l’idea di rifiuto per l’eccesso e lo spreco ed invita ad un riutilizzo delle cose.

Sulla scia del concept-store londinese “Eco” (213 Chiswick High Road) di Nicola Giuggioli, la boutique Re(f)use, propone, oltre alle Carmina Campus, oggetti di design, tavoli, sedie, divani, lampade, gioielli e accessori, tutti pezzi unici realizzati con materiale di riciclo. Re(f)use ospita anche pezzi creati appositamente da designers ed artisti italiani ed internazionali che utilizzano il riciclo, come il  britannico Stuart Haygarth o il belga Charles Kaisin.

Come si può leggere sul sito della boutiquein un  mondo in cui si incentiva il consumo industriale, RE(f)USE esalta la manualità e la creatività che utilizza oggetti già esistenti e a volte scarti, rifiuti, fondi di magazzino, reinventando forme, materiali e funzioni in modo non convenzionale”. Sempre nel rispetto delle tradizioni e della trasparenza. Ogni pezzo, è corredato di cartellino che racconta la sua storia ed i materiali con cui è stato realizzato.

Milky Wear: le t-shirt fatte con il latte

15 Ottobre 2008

La fibra tessile ottenuta dal latte, utilizzata già negli anni ’30 nel nostro paese, è stata riscoperta in Cina e riproposta da noi da Wool Group, che ha dato vita alla linea di maglieria Milky Wear. L’azienda, che ha sede a Signa, Firenze, ha presentato la sua prima collezione l’estate scorsa e adesso sembra non volersi più arrestare, visto il successo di consensi ottenuto.“E’ una fibra salutare per la pelle – ha spiegato Daniele Fiesoli, uno dei titolari di Wool Group - poiché la fibra del latte ha una maggiore capacità di assorbire l’umidità rispetto alle fibre sintetiche oltre al fatto che rispetto alla lana è un isolante anche migliore“.

Nel 1935, quando fu scoperta da tale Ferretti, che riuscì a trarre una fibra dalla proteina del latte (caseina), fu ribattezzata Lanital (per la sua struttura molecolare molto simile a quella della lana) e messa a simbolo dell’Italia autosufficiente ed autarchica. Mettendo da parte quel buio periodo dell’Italia, oggi la fibra di latte si pone come alternativa ecologica, comoda e fresca alle fibre sintetiche che invadono i negozi e i nostri armadi.

La linea Milky Wear è interamente realizzata con filati ottenuti al 100% dal latte e comprende modelli base come il pull con scollo a V, il cardigan, il girocollo e una serie di t-shirt con il logo della linea. I colori vanno dai classici nero, panna, blu navy e blu cobalto fino al verde prato e al viola. I capi Milky Wear vengono commercializzati ‘in bottiglia’, come il prezioso elemento con cui sono fatti.

Per ottenerli il latte viene prima disidratato, scremato e poi, attraverso l’utilizzo di tecniche di bio-ingegneria, fluidificato per la filatura. Insomma, un prodotto morbidissimo, ecologico, traspirante, bello da vedere e comodo da indossare. In poche parole, l’emblema del futuro della moda!

Dai teloni dei tir nascono le borse Freitag

2 Aprile 2008

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La vicinanza con un’autostrada rumorosa e traffica è stata la fortuna dei fratelli zurighesi Markus e Daniel Freitag, entrambi graphic designer. “Guardando dalla finestra della cucina – ha raccontato Markus - un giorno pensammo che con le migliaia di chilometri di teloni dei Tir che transitavano sulla strada si sarebbe potuta confezionare una borsa a tracolla”. Da questa incredibile intuizione sono passati 15 anni ed oggi la Freitag Bag è ormai una borsa entrata nel mito, considerata un oggetto culto dai modaioli e, persino, esposta come opera d’arte al Moma di New York.

All’inizio i fratelli Freitag ne produssero alcune per sé e per gli amici. Il successo fu immediato e lì spinse a lanciarsi sul mercato conquistando così i giovani svizzeri. Freitag è diventato ben presto un marchio di moda apprezzato in tutto il mondo, soprattutto in Giappone, Italia e Germania.freitag.jpg

Le borse Freitag sono confezionate utilizzando i teloni dei camion dismessi, quindi impermeabili, resistenti e totalmente ecologiche perché fatte di materiale riciclato. Per le rifiniture delle Freitag Bag vengono inoltre utilizzate le camere d’aria delle biciclette e le cinture di sicurezza. Ogni borsa nasce da un telone diverso ed è quindi un pezzo unico ed irripetibile, colorato e di stampo vintage.

Il prezzo si aggira tra i 100 ed i 200 euro. Non poco. Ma come spiegano i fratelli Freitag: “le produciamo in Svizzera, dove la manodopera costa di più, e compriamo la materia prima in Europa, dove è più cara che in Asia. Inoltre i teloni usati costano come nuovi. Vanno lavati e selezionati“.

Le borse eco chic di Ilaria Fendi

28 Novembre 2007

Le creazioni di Ilaria Venturini Fendi, figlia di Anna, una delle tre sorelle che hanno creato l’impero del fashion, sono realizzate artigianalmente e fondono insieme design e tutela dell’ambiente. Con l’esperienza accumulata durante il periodo in cui è stata direttore creativo degli accessori Fendissime e la grande sensibilità verso le cause ecologiche ed umanitarie, Ilaria ha creato delle borse che sono dei pezzi unici da sfoggiare in ogni occasione. Le borse si chiamano Carmina Campus e sono realizzate da esperti artigiani, che riescono a rendere possibile il connubio quasi perfetto tra la pelle e materiali poveri, come la plastica, traducendo in realtà le eccezionali intuizioni della stilista.Generalmente il mio motto – spiega Ilaria Fendi – è creare senza distruggere niente quindi utilizzo pezzi di pvc, tappeti antichi, copertoni di camion, tubi di plastica, scarti di ferramenti. Diciamo che impiego materiali di scarto abbinandoli a tecniche di lusso e di precisione”. Per ogni borsa sono necessari quasi 7 ore di lavoro e il risultato finale è un oggetto unico e ricercatissimo, divertente e dotate di rifiniture accurate e di pregio. Il prezzo delle bags firmate Ilaria Fendi non è alla portata di tutti, ma parte del ricavato è quasi sempre a favore di cause umanitarie, come quelle dell’Aidos, (Associazione italiana donne per lo sviluppo) l’associazione che difende la salute delle donne del terzo mondo e sostiene progetti, appoggiati anche da Ilaria, come la lotta contro l’infibulazione. Quando sono destinate ad una di queste cause umanitarie, le borse sono corredate da un cartellino, posto in una tasca interna, in cui viene precisato a favore di chi andranno i proventi delle vendite. Le borse Carmina Campus sono acquistabile rivolgendosi all’Aidos o nei seguenti punti vendita:

  • 10, Corso Como - Corso Como 10, 20154 Milano
  • Molin - Via Barberia 34, 31100 Treviso
  • Massimo Rubini - Via Bonaparte 25/27, 19038 Sarzana
  • Ivo Milan di Orlando Milan -Via S. Lucia 73, 39139 Padova
  • Tessabit - Via Milano 17, Como
  • SET -Via Vittorio Emanuele 5,Como

I Jeans LifeGate rispettano l’ambiente

17 Luglio 2007

La parola d’ordine è ecosostenibile. Anche nella moda. Ed ecco allora i jeans ecologici di LifeGate, vincitori del premio Ethic Awards 2006. Prodotti interamente in Italia, e quindi senza lo sfruttamento della manodopera dei paesi in via di sviluppo, gli ecojeans sono fatti con cotone biologico certificato, coltivato senza uso di pesticidi e prodotti chimici, e colorati con una tintura ricavata da estratti naturali della pianta indaco. Il lavaggio è fatto ad acqua e pietra pomice e la loro produzione è ad impatto zero grazie all’energia elettrica rinnovabile fornita da LifeGate Energy e al fatto che l’anidride carbonica emessa è stata compensata con la riqualificazione di nuove foreste. Ogni anni poi, LifeGate, si è impegnata a devolvere il 5% degli utili derivati dalla vendita degli Eco-Jeans ad un progetto che diffonda ‘Consapevolezza’. Nel 2007 sarà finanziata la pubblicazione di libri e cd sull’Istituto Lama Tzong Khapa a Pomaia più volte visitato dal Dalai Lama. Oltre ad essere ecologici, i jeans di LifeGate presentano anche dei modelli accattivanti, adatti a chiunque si voglia sentire al passo con le tendenze ma, allo stesso tempo, in pace con la natura e l’ambiente. Tra i modelli da donna, Kundalini, Tanta e Moon; quelli da uomo Om, Siddhi e Jagger e il modello unisex Mantra la scelta è molto vasta. Per ogni taglia sono disponibili 4 diverse lunghezze della gamba (5cm di differenza tra una lunghezza e l’altra) ed è quindi possibile scegliere quello che più si adatta alle proprie caratteristiche fisiche.