di silvia
25 giugno 2008

Anche H&M si adegua ed influenza a sua volta lo stile imperante anni ’70 in questa estate 2008: jeans a zampa di elefante, braccialetti multicolori, abiti lunghi a fiori, borse a tracolla, occhiali a goccia, foulard multicolori. Ma, come tiene a precisare lo stesso brand sulla pagina del sito dedicato alla collezione Folk Romanticism Summer 2008, presentata il 19 giugno scorso, “la versione aggiornata (del trend Folk Romantic) è meno hippie e più attenta all’ecologia”.
E quindi spazio a materiali naturali, come il cotone, e a tanti capi romantici. Per vere sognatrici squattrinate e non solo. Come sempre, infatti, i capi firmati H&M (Hennes & Mauritz) sono venduti a prezzi accessibili a tutti, punto di forza, oltre alle linee sempre molto azzeccate, della multinazionale di abbigliamento svedese. Ad oggi H&M vanta, grazie a questa politica low cost, oltre 1900 punti vendita in 22 paesi, numero sempre in costante aumento
di silvia
19 giugno 2008

Le mie amiche ne vanno pazze. Parlo dei sandali in plastica del brand brasiliano Melissa. Comodissimi a sentire loro e veramente carini. Oltre all’originalità delle forme e delle linee queste scarpe sono anche caratterizzate dal fatto di essere profumate. Cosa c’è di meglio di una scarpa simpatica, colorata e che non puzza?
Anche la regina della moda punk Vivienne Westwood è stata ammaliata da queste calzature tanto da firmarne una linea che verrà lanciata nel corso del 2008. I due modelli della stilista inglese sono il “Vivienne Westwood Anglomania Mary Jane + Melissa” (nei colori : rosso, rosa squillante, bluette, verde, beige, bianco e nero) e il “Vivienne Westwood Anglomania + Melissa Ultragirl” entrambe il rifacimento di modelli classici del brand. Il modello Ultragirl è stato rivisitato nello stile eccentrico della Westwood: in una variante la scarpa è ricoperta di velluto con l’interno della tipica stampa tartan mentre nell’altro la plastica è lucida ed il sottopiede in tessuto a fiori.
Ogni paio di scarpe Melissa sono create tramite l’immissione di materia termoplastica altamente tecnologica che consente al piede una postura comoda e confortevole. Inoltre, le Melissa sono totalmente ipoallergeniche e inodore (tranne alcuni modelli che ricordano il profumo dei marshmallow).
Nelle foto ho riportato alcuni modelli della Collezione Primavera-Estate 2008 di Melissa che ho tratto dal sito www.melissaplasticdreams.com. Le Desire Triton che sono quelle a decoltè basse con fibietta alla caviglia, nell’esempio nella colorazione Bluette. Le Scarfun Summer + Alexandre Herchcovitch II, che hanno avuto un buon successo in Italia, tanto che ben due mie amiche le posseggono, sono quelle con zeppa alta e laccio alla caviglia, qui nella colorazione verde. Le Fetisch sono invece quelle che richiamano quasi un modello classico di sandalo, aperto, con tacco largo, ma qui impreziosite da una colorazione gialla trasparente e dalla plastica nera. Le ultime, le Ultragirl IV sono uno dei modelli base di Melissa, le ballerine in gomma, aperte davanti, nella foto quelle color bianco.
di silvia
11 giugno 2008

Ho provato a cercare informazioni su questi gioielli che trovo particolarmente belli ed eleganti, ma di Shiné Gioielli (www.shinegioielli.it) non si sa molto in rete. La marca è italiana e precisamente di Pomaia, in provincia di Pisa e da 30 anni produce gioielli in metalli preziosi o rivestiti utilizzando pietre tornate molto in voga come l’onice naturale, l’agata gialla, l’agata verde o l’ambra.
La parola Shiné significa “calma interiore” in tibetano e vuol
e rappresentare sia lo stile di questi gioielli sia il rapporto molto stretto tra il marchio e la causa dei rifugiati tibetani. Acquistando una collana, un bracciale o degli orecchini griffati Shiné si aiuta, infatti, questo popolo da sempre vessato e calpestato. Parte del ricavato viene devoluto ad associazioni no profit che aiutano i rifugiati tibetani in India e Nepal, tramite anche le adozioni a distanza.
I gioielli Shiné si stanno affermando comunque nel mondo della moda e sono stati pubblicizzati anche da riviste di settore come Vogue gioiello, Elle, Elle extra, Cosmopolitan e Gold Magazine. Per poterli acquistare è necessario rivolgersi ai rivenditori autorizzati, come la Gioielleria Michele Martino di Pescara che li vende anche tramite Ebay.
di silvia
4 giugno 2008

E’ già disponibile dal 15 maggio scorso la capsule collection beachwear disegnata in esclusiva da Liz Hurley (www.elizabethhurley.com) per il colosso spagnolo Mango. Una dozzina di costumi, tra bikini e costumi interi, must di questa estate, interamente creati dalla 42enne attrice ed ex-modella e da lei indossati nella campagna pubblicitaria impreziosita dalle foto gioiello di Mert & Marcus.

In queste immagini la Hurley dimostra di essere in piena forma e di poter indossare con orgoglio i ‘suoi’. La collezione propone colori brillanti (dal fucsia al corallo) e materiali preziosi, alcuni provenienti dall’India, patria del ricchissimo marito della Hurley, l´imprenditore Arun Nayar. Elizabeth Hurley non è la prima star a cimentarsi nel ruolo di stilista per il retailer Mango, prima di lei le colleghe Penelope e Monica Cruz e Milla Jovovich.
di silvia
3 giugno 2008

E’ morto la notte scorsa a Parigi lo stilista francese Yves Saint Laurent, considerato, a giusta ragione, uno dei più grandi creatori di stile del Novecento. Malato da tempo, non ha mai nascosto il suo stato di salute e non ha mai avuto problemi a farsi vedere in giro su una sedia a rotelle con al fianco, l’amico di una vita, nonché socio, Pierre Bergè.
La sua folgorante carriera è iniziata prestissimo, a 17 anni già lavorava per Christian Dior. Nel 1957, dopo la sua morte ne è diventato l’erede, succedendogli nel ruolo di direttore artistico. Lasciò Dior, molto presto, nel 1961, per fondare l’omonima casa di moda (Yves Saint-Laurent), che per 40 anni è stata sinonimo di stile ed innovazione. Nel 2002 YSL ha chiuso l’attività con una magnifica sfilata retrospettiva, con 300 modelli in passerella e con la lettura di una lettera che ripercorreva la storia della sua carriera.
“Ho sempre vissuto per questo mestiere – scriveva Yves – l’ho sempre amato e rispettato fino in fondo. La moda non è un arte ma ha bisogno di un artista per esistere, gli abiti sono sicuramente meno importanti di musica, architettura e pittura, ma era ciò che sapevo fare e che ho fatto, forse, partecipando alle trasformazioni della mia epoca”.